25 Maggio 2009
La zappa, il tridente, il rastrello, la forca, l'aratro, il falcetto, il crivello, la vanga che spesso t'infanga. Mamma mia... e' peggio di una droga.
Mi chiedo se sia possibile uscire da questo trip dei diari... ne scrivo dall'ultimo anno delle elementari, o forse dal penultimo. Da allora fino ad adesso, che ho 23 anni, continuo ad appuntare, periodo piu' periodo meno, ogni mio movimento, pensiero, intuizione, capriccio. Mi piacerebbe rileggerli tutti da cima a fondo, ma penso che mi annoierei. Ho sete di vite altrui.
10 Aprile 2009
Mentre penso alle mie rifiniture c'è chi ha tutto distrutto. Cosa può fare il singolo per la gente che sta male? Mi disturbano certi commenti in tv, certe facce e certe voci, mi disturba il modo che hanno di trattare certi argomenti. E so che non è facile, ma mi disturba lo stesso, il giornalista che si corregge perchè sbaglia una frase. E' la cosa più difficile narrare un fatto simile senza scadere nell'ovvio, nel patetico, nel macabro, nel fuori luogo. Ma anche chi osa provarci a me dà fastidio. Perchè alcune scene ci si immaginano, non devono essere per forza filmate. Lo so che è il seme della consapevolezza, lo so, ma non può e non deve essere mischiato con la gloria del singolo. E mi dà fastidio anche chi parte già con la speranza prima di aver sentito e capito cosa ha davanti. Non si passa subito alla ricostruzione, se non si passa attraverso il dolore. Il dolore va fatto nostro. Il loro dolore va fatto nostro. Va sentito fino in fondo, va ascoltato, non vanno selezionati i visi, non va selezionato l'ascolto. La ricostruzione ci dev'essere, ma prima è necessario immergersi nei pianti e nel loro nulla. Alcuni sembra che non abbiano neanche voglia di ricostruire. Come è possibile parlare di ricostruzione se non si è capito le ragioni di chi non vuole ricostruire perchè non ne ha la forza? Mi disturba anche la finzione davanti a certe scene. Mi disturba il poco tempo dedicato loro, mi disturba il mio poco tempo dedicato loro. E le mie forze. Assenti. Da dedicare loro. Uno straccio di aiuto. Qualcosa posso fare. Qualcosa possiamo fare. Ma quel qualcosa non sarà sufficiente a farci dimenticare. Non sarà sufficiente a farci stare bene e a posto con la coscienza. Le coscienze non devono sentirsi a posto, anche dopo aver fatto tutto il possibile. Perchè tutto il possibile non potrà mai essere fatto, perchè tutto il possibile non è stato fatto. Doveva essere fatto prima. E non dopo. Il possibile non è mai abbastanza.
E non c'è niente da correggere.
05 Aprile 2009
Lo so, il pessimismo impera. Ma non posso dimenticarmi che laddove ce n'è, è più facile che nasca una fiammella di ottimismo. Adesso mi va di suonare il pianoforte. E allora suono il pianoforte. C'è gente che mi cerca per vedere i film che vedevamo una volta insieme. E facciamolo, ma la cosa si sta facendo sempre più patetica. Non so quanto possa durare ancora senza che dia una sferzata di distruzione. Ma durerà, perche chi me lo chiede ci crede veramente. In quei film. E anche io ci credo. Ma iniziano a farmi un po' male lo stesso. Le famose fiammelle si stanno spengendo una ad una, perchè non hanno il carattere continuativo della leggerezza. Tutte quelle ancora accese, lo saranno per sempre ormai. Gli ostacoli più grandi sono già stati superati e neanche la lontananza, nè le differenze, sono motivo di distacco o disinteresse. Un baratro mi divide dal passato. C'è davvero una voragine e la vedo anche negli occhi di chi mi guarda e non è riuscito a superarla per venire al di qua. Occhi un po' rassegnati, tra l'altro. Ma di che mi stupisco, non è proprio la rassegnazione a far superare la voragine. Era l'ultima volta che mi univo al banchetto dei rassegnati senza far qualcosa per farli uscire da quello stato. E non posso neanche sapere se ho dato frutti, perchè non c'è risposta di ritorno, se non allusioni brevi e perentorie che forse nascono dalla mia mente. C'è un mondo al di là di me, che vuol rimanere fermo, stabile, costante e monocromatico, un mondo che merita rispetto, amore, interesse, ma che non riesco che a guardare da lontano, dall'alto o dal basso, da destra o da sinistra, ma non da dentro. Non ho bisogno di nulla, a parte tutto.
08 Febbraio 2009
Il ritmo sta aumentando sempre più... non capisco perchè... è tutto così veloce adesso... le cose che prima mi preoccupavano molto di più adesso mi preoccupano di meno, ma le sento più vive, mi preoccupano di meno perchè le sento veloci e in vita... forse erano morte... erano morte troppe cose... ma adesso che sono vive le sento meno mie, le sento come qualcosa per cui non vale la pena lottare, ma non deve essere così perchè basta poco per rovinare le situazioni più belle... o farle regredire tristemente e cinicamente.. perchè non riesco a cavalcare l'onda fino in fondo?
27 Gennaio 2009
Secondo me è una cazzata.. il tempo esiste ed è anche lineare, ma può essere tranquillamente ignorato.
non è solo un modo per contribuire al diffondersi della conoscenza. La ricerca, per qualcuno, è la vita. Però ognuno ha la sua storia e le sue amate relazioni. Relazione non è solo un rapporto tra due persone, è anche una corrispondenza che si può avere tra le cose, il filo conduttore della realtà. Spesso ho l'impressione che le cose siano tutte in relazione tra loro, che ci siano mille modi per trovare cose in comune tra le varie realtà. Altre penso che sia uno solo il filo conduttore tra due cose e che spesso due cose non siano lontanamente collegabili, proprio perchè legate a un'unica essenza che non trova collegamenti con certe altre essenze. Alla fine concludo sempre col pensare che anche tra due cose dall'essenza opposta o anche lontanamente vicina, ci possa essere un filo conduttore. Il filo conduttore dell'instabilità è un filo conduttore, l'instabilità è un incredibile motivo di armonia. Due cose perfettamente incastrabili finiranno per annullarsi a vicenda perchè esattamente corrispondenti l'una all'altra, due cose instabili o lontanissime tra di loro troveranno armonia nell'instabilità, nell'eterna curiosità dell'una di sapere le motivazioni dell'altra, nell'incastro imperfetto che delude l'altro incastro ma che genera uno spigolo di energia atomica in movimento.
Per riallacciarsi al discorso di prima, ancora, ogni tendenza ha i suoi pro e contro e la tendenza alla mutevolezza porta necessariamente a un raffinamento delle qualità e delle esperienze, date dalla somma di tante e diverse situazioni da analizzare e interiorizzare per crescere, evolvere e percepire qualcosa di simile alla completezza. Nonostante cioò la mutevolezza di comportamento porta a una delusione delle aspettative altrui nel momento in cui si cerchi un'obiettivo nel tempo o un mantenimento nello spazio. La tendenza alla fissità di comportamento, cioè a riproporre sempre gli stessi schemi è invece utile al garantire un carattere solido e duraturo, ma allo stesso tempo è deletereo per chi ha bisogno di continui mutamenti perchè soggetti spesso alla noia e per chi, invece, aspira a obiettivi nel tempo, che necessitano di strategie di volta in volta diverse. La tendenza alla ricderca di un obiettivo lontano nel tempo è molto favorevole per chi vuole crearsi una realtà ideale a cui ispirarsi e tendere, ma è negativa per chi invece, cerca schemi fissi di comportamento perchè gli obiettivi necessitano di una gestione finalizzata al fine e non alla stabilità di carattere, inoltre può trovare difficoltà in individui dal carattere variabile, che a prescindere dall'obiettivo, cercano risposte e soddisfazioni nell'inaspettato e nell'instabilità.
Dunque, per riallacciarsi al discorso di prima, la flessibilità porta all'acquisizione di messaggi e all'accoglienza di agenti esterni, ma è anche capace di liberarsene se è necessario. Dunque è una qualità che porta numerosi cambiamenti, ma solo perchè non si vuol lasciare niente di intentato e allo stesso tempo si sente la necessità di poter scegliere sempre di meglio. Scegliere il meglio implica mutamenti continui, che spesso possono non essere compresi dagli altri per mancanza di consapevolezza, perchè non hanno la stessa flessibilità o hanno interesse a non farla sviluppare. La flessibilità spesso è deletea per chi vede dall'esterno, perchè il raffinamento continuo delle esperienze può portare a un'interscambio talmente veloce, vario, intuitivo e immediato, che spesso non può tener conto delle necessità di chi aspira al mantenimento. Dunque si può non riuscire a carpire con facilità qualcosa che ha senso solo nel mutamento o, nel capirla, si può tentarne un boicottaggio, poichè il mutamento generalmente crea una tendenza e se la tendenza è positiva mira infinitamente all'efficacia.
Certe volte mi chiedo se resistere non porti a una resistenza molto più profonda... una resistenza alla vita stessa... l'atto di resistere può sussistere quando se ne ha necessario bisogno, ma in genere non dovrebbe mai esserci negato ciò che ci meritiamo. Che senso ha non godere delle gioie della vita, delle occasioni che ci si presentano innanzi? Resistere va bene, se si parla di politica, di stati, di guerre, di potenti.. ma che senso ha resistere alle forze positive che vogliono raggiungerci e dilatare i nostri orizzonti? Lì non bisogna resistere, ma accogliere. Gestire la nostra indole maschile e femminile è importante, per evitare di farsi fregare nei momenti in cui sarebbe necessario il lato aggressivo e di lasciarsi andare proprio quando invece inneschiamo le difese. La giusta ritmica della vita è necessaria per cogliere al volo le occasioni ed essere sempre presenti nelle cose che facciamo, in modo vivo e cosciente, per essere nella situazione che viviamo, con grazia o forza, a seconda dei casi, o meglio, con entrambe presenti, ma sapute gestire con maestria e il giusto dosaggio. Il che, a volte è premeditabile, ma il più delle volte viene spontaneo.
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